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Harki
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mwcqHarki (aggettivo di mwcgharka, in mwcwarabo standard mwdaharaka حركة, "banda", "movimento", per esempio un gruppo di volontari) è un termine generico indicante un musulmano algerino mwdqlealista che ha servito come ausiliario dell'mwdgesercito francese nella mwdwguerra d'Algeria tra il 1954 ed il 1962. Il termine spesso era esteso a tutti gli algerini che durante la guerra supportavano la mweapresenza francese nel paese.
In mwegFrancia, il termine è usato per designare i membri della comunità dei franco-musulmani rimpatriati (mwewFranco-musulmans rapatriés), che vivono nel paese sin dal 1962, ed in generale i loro discendenti di seconda generazione. In questo senso, il termine mwfaHarki è usato per distinguere tale specifico gruppo etnoculturale dai francesi di origine algerina o dagli immigrati algerini.
Nel 2012, gli mwfgHarkis ed i loro discendenti erano circa 800.000 in Franciacite-ref-1[1].
Il Presidente mwhaJacques Chirac nel 2001 stabilì il 25 settembre 2001 come il Giorno della Riconoscenza Nazionale per gli Harkis. Il 14 aprile 2012 il Presidente mwhqNicolas Sarkozy riconobbe infine la responsabilità storica della Francia nell'abbandono degli mwhgHarkis veterani ai tempi della guerracite-ref-2[2].
Contents
• Note
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Periodo coloniale
I musulmani algerini servirono in gran numero come soldati regolari nellmwjg'mwjwArmée d'Afrique francese fin dal 1830, come mwkaspahis (mwkqcavalleggeri) e come tirailleurs (mwkgcacciatori). Giocarono un'importante parte durante la mwkwguerra franco-prussiana del 1870 e soprattutto durante la mwlaprima guerra mondiale, quando 100.000 mwlqHarkis persero la vita combattendo contro i tedeschi.
Durante la mwlwseconda guerra mondiale, dopo la riorganizzazione delle forze della mwmaFrancia libera in mwmqNordafrica nel 1942-1943 da parte degli mwmgAlleati, le truppe nordafricane, con 233.000 uomini, costituivano più della metà degli effettivi del ricostituito esercito francese. Il contributo maggiore lo offrirono durante la mwmwliberazione del sud della Francia, con il mwnaCorps expéditionnaire français en Italie e nelle campagne in Germania del 1944-1945.
I tirailleurs provenienti da Algeria, mwngMarocco ed Africa occidentale combatterono in mwnwIndocina come parte del corpo di spedizione francese, fino alla mwoacaduta di Dien Bien Phu nel 1954.
La guerra d'Algeria
Con lo scoppio della mwqqguerra d'Algeria nel 1954, la lealtà dei soldati musulmani algerini nei confronti della Francia venne inevitabilmente messa a dura prova. Alcune unità regolari furono trasferite dall'Algeria alla Francia o in Germania, a seguito dell'aumento delle diserzioni o di piccoli ammutinamenti.
A parziale rimpiazzo, l'amministrazione francese reclutò gli mwqwHarkis come una mwramilizia mwrqirregolare, basata nei propri villaggi o città sparsi per l'Algeria. Inizialmente create come unità di autodifesa delle comunità locali, gli mwrgHarkis, a partire dal 1956, affiancarono sempre di più le truppe francesi sul campo. Essi erano armati alla leggera (spesso solo con mwrwfucili a canna liscia) ma la conoscenza del territorio e delle condizioni locali li rendeva preziosi ausiliari delle unità regolari francesi.
Secondo il generale R. Hure, nel 1960 erano circa 150.000 i musulmani algerini alle dipendenze dell'mwsqArmée de terre: oltre ai volontari ed ai mwsgcoscritti in servizio nelle unità regolari, questo numero comprende 95.000 mwswHarkis (compresi 20.000 mwtamokhazni, poliziotti coloniali, e 15.000 guide dei commando de chasse)cite-ref-3[3].
Le autorità francesi dichiaravano che erano più i musulmani algerini in servizio nell'Armée che quelli che combattevano con il mwuwFronte di Liberazione Nazionale (FLN). Secondo i dati dell'mwvaUS Army, forse compilati in tempi diversi, gli mwvqHarkis erano circa 180.000, più del totale degli effettivi del FLNcite-ref-peterson-4-0[4]. Uno studio del generale Faivre del 1994 indicava che nel 1961, vi erano 210.000 musulmani algerini effettivi o ausiliari dell'esercito francese ed un massimo di 50.000 aggregati al FLNcite-ref-5[5]. Un rapporto delle mwxgNazioni Unite datato 13 marzo 1962 stimava in 263.000 il totale dei musulmani "pro-Francia": 20.000 regolari, 40.000 coscritti, 78.000 mwxwHarkis e Moghaznis, 15.000 commando e 60.000 civili dei gruppi di autodifesa; i restanti 50.000 includevano gli ufficiali governativi musulmani ed i veterani di guerracite-ref-stora-101-6-0[6].
I francesi impiegarono gli mwzqHarkis come unità di mwzgguerriglia, più che come reparti di mwzwguerra convenzionale. Generalmente erano inseriti sia in unità totalmente algerine, comandate da ufficiali francesi, che in unità miste. Altri erano inquadrati in mwaaplotoni o unità più piccole, aggregate a mwaqbattaglioni francesi. Un terzo campo di impiego che coinvolgeva gli mwagHarkis era quello dell'mwawintelligence, come in alcune operazioni mwbafalse flag documentatecite-ref-7[7].
Le motivazioni che spingevano queste truppe a lavorare con i francesi erano diverse. Il FLN colpiva sia i collaborazionisti che i gruppi nazionalisti rivali ed alcuni algerini si arruolavano come mwcgHarkis per vendicare la morte di congiunti oppositori politici del FLN. Altri erano disertori delle forze del FLN, convinti per vari motivi a cambiare bandiera. Molti mwcwHarkis provenivano da famiglie o altri gruppi tradizionalmente legati alla Francia. Altri sostenevano l'unione dell'Algeria alla Francia contro l'indipendenza.
Dal punto di vista dei nazionalisti, tutti gli mwdqHarkis erano traditori. Ma entrambi i firmatari del cessate il fuoco (mwdgAccordi di Évian) del marzo 1962 garantirono che nessuno, mwdwHarkis o mweaPieds-noirs, avrebbe subito rappresaglie dopo l'indipendenza per fatti compiuti durante la guerra.
Dopo la guerra
Inizialmente, nel 1962, il governo di mwewCharles de Gaulle ordinò alle autorità coloniali ed agli ufficiali delle forze armate di impedire agli mwfaHarkis di seguire i mwfqPieds-noirs e di cercare rifugio sul territorio metropolitano francese. Alcuni ufficiali dell'esercito disobbedirono e cercarono di aiutare gli mwfgHarkis ai propri ordini e le loro famiglie a scappare dall'Algeria.
D'altra parte, il gruppo terroristico di estrema destra mwgaOAS iniziò una campagna di attentati dinamitardi in Algeria, a seguito degli accordi di Évian; inoltre tentavano di impedire ai Pieds-noirs di lasciare il paese nordafricano. Circa 91.000 mwgqHarkis, familiari compresi, trovarono rifugio in Francia.
Come temuto, vi furono diffuse rappresaglie contro gli mwgwHarkis rimasti nel paese. Si stima che almeno 30.000 e forse 150.000 mwhaHarkis siano stati uccisi dal FLN o mwhqlinciati dalla folla, talvolta in circostanze estremamente crudelicite-ref-8[8]cite-ref-9[9]. Al contrario, i soldati regolari musulmano-algerini, cui era stata offerta la possibilità di continuare a servire nell'Armée, furono solo occasionalmente oggetto di violenze. Alcuni leader della nuova Repubblica algerina erano veterani dell'esercito francese, in quanto prima dell'indipendenza il servizio militare rappresentava una delle poche strade di avanzamento sociale per la maggioranza musulmana all'interno della società coloniale.
Il governo francese, impegnato nel disimpegno dall'Algeria e dal rimpatrio dei mwkaPieds-noirs, trascurò o minimizzò le notizie di massacri degli mwkqHarkis. De Gaulle sembrava indifferente alla difficile situazione dei musulmani lealisti rispondendo ad un loro portavoce, secondo il biografo mwkgAlistair Horne, mwkwEh bien! vous souffrirez ("Beh, allora soffrirete")cite-ref-horne-537-10-0[10]. Il 19 marzo 1962 il Ministro di Stato Louis Joxe ordinò che cessassero i tentativi da parte degli ufficiali di trasferire gli mwmqHarkis e le loro famiglie in Francia, cui fece seguito la decisione che "gli ausiliari sbarcati sul territorio metropolitano in contrasto con il piano generale saranno rimandati in Algeria"cite-ref-stora-101-6-1[6].
Il governo non aveva piani per la questione degli mwnwHarkis dopo l'indipendenza e, per alcuni anni, non riconobbe loro il diritto di vivere in Francia come residenti e cittadini. Gli mwoaHarkis venivano tenuti in campi "temporanei" circondati da filo spinato ed il mwoq"chantiers de forestage", comunità di 30 famiglie mwogHarkis ai margini delle foreste che gli uomini manutenevano. Il governo in seguito adottò varie misure di aiuto per questa comunità (come la legge Romani del 1994 e la legge Mekachera del 2005); tuttavia, secondo la comunità mwowHarki, queste leggi fecero troppo poco e troppo tardi.
Recentemente, il governo di mwpqJacques Chirac ha riconosciuto questi ex alleati, istituendo cerimonie pubbliche per commemorare i loro sacrifici, come la Giornata della Riconoscenza Nazionale per gli Harkis del 25 settembre 2001. Centinaia di associazioni mwpgHarki lavorano in Francia per ottenere ulteriori riconoscimenti e per aiutare l'integrazione nella società; gli mwpwHarki sono ancora per la maggior parte dei casi una minoranza di rifugiati non integrati. Da parte sua, il governo algerino non riconosce gli mwqaHarkis come cittadini francesi e non permette loro di rientrare nel paese per visitare i loro luoghi di nascita o i congiunti rimasti in Algeria.
Dall'indipendenza dell'Algeria, mwtaHarki è stato usato nel paese come termine denigratorio. Tra alcuni membri della comunità franco-algerina, essi sono stati paragonati ai mwtqcollaborazionisti francesi durante l'occupazione nazista. Lo storico algerino Mohammed Harbi, un ex membro del FLN, ritiene questo paragone tra mwtwHarkis e traditori non pertinente; egli ritiene che i combattenti durante la guerra d'Algeria e coloro che si opposero alla resistenza non possono essere considerati collaborazionisticite-ref-13[13].
Nel settembre 2021, mwvqEmmanuel Macron, presidente della Francia "chiede perdono" agli harkis e annuncia una legge di "riconoscimento e riparazione".
Altri riferimenti
Durante la mwwaguerra civile algerina che ha insanguinato il paese tra il 1991 ed il 2002, i ribelli fondamentalisti islamici usavano la parola mwwqHarkis in senso dispregiativo per indicare poliziotti e soldati governativicite-ref-14[14].
Nel 2006, il politico francese mwxwGeorges Frêche causò una controversia dopo aver apostrofato come "subumani" un gruppo di mwyaHarkis di mwyqMontpellier. Egli dichiarò poi che si era riferito ad uno specifico individuo nella folla, ma finì per pagare 15.000 euro di penale e venne espulso dal mwygPartito socialista francesecite-ref-15[15].
Gli mw0aHarkis non vanno confusi con gli mw0qÉvolués, termine riferito a quei gruppi di soggetti, presenti in tutte le colonie, che divennero strettamente identificati con i francesi e la loro cultura attraverso l'educazione, il servizio governativo, la lingua e così via.
Per contro, gli mw0wHarkis sono culturalmente algerini, parlano poco il francese e sono per lo più indistinguibili dalla maggioranza degli algerini, eccetto che per la loro storia da ausiliari delle unità francesi. Mentre la maggior parte degli mw1aÉvolués migrarono in Francia durante la rivoluzione o dopo l'indipendenza, alcuni rimasero in Algeria dopo il 1962, occupando posti di rilievo nella vita politica e sociale del nuovo stato, come l'ex presidente mw1qFerhat Abbas.
Note
cite-note-33. ↑ General R. Hure, mw5wL'Armee d' Afrique 1830–1962, Lavauzelle, 1979
cite-note-peterson-44. ↑ Major Gregory D. Peterson, mw6wThe French Experience in Algeria, 1954–62: Blueprint for U.S. Operations in Iraq, mw7aFt Leavenworth, KS: School of Advanced Military Studies, p.33
cite-note-55. ↑ General Faivre, mw8qLes combatants musulmans de la guerre d'Algérie, L'Harmattan, 1995, p.125
cite-note-77. ↑ John Pimlott, "The French Army: From Indochina to Chad, 1946–1984," in Ian F. W. Beckett and John Pimlott, mwaqiArmed Forces & Modern Counter-Insurgency, New York: St Martin's Press, 1985, p.66
cite-note-88. ↑ John Keegan, page 55, mwaqcA History of Warfare, ISBN 0-09-174527-6
cite-note-99. ↑ mwaq0"Harkis: Genocide and Crimes Against Humanity", ENotes
cite-note-1111. ↑ mwarw"Aujourd’hui, le mot harki doit être un terme de fierté et de respect, un terme honoré par l’ensemble des citoyens français. Il doit l’être car il est porté par des citoyens français qui ont donné leur sang pour cela. Oui, être harki aujourd’hui c’est pouvoir diremwar0 : "je suis Français par le choix et par le sang"..."", mwar4Nicolas Sarkozy, mwar8Discours du 31 mars de Nicolas Sarkozy Candidat à la Présidence de la République à l’occasion de sa rencontre avec les représentants de la communauté Harkis, 31 March 2007
cite-note-1212. ↑ mwasm"harkis, Français par le sang risqué et par le sang versé", mwasqLouis Aliot, mwasumwasyHarkismwasc : le véritable scandale est ailleursmwasg ! mwaskArchiviatomwaso il 27 settembre 2011 in mwassInternet Archivemwasw., National Front, 5 February 2010
cite-note-1313. ↑ Mohammed Harbi, «mwati La comparaison avec la collaboration en France n'est pas pertinentemwatm » in mwatqLes Harkis dans la colonisation et ses suites, Les Editions de l'Atelier, pp.93–95
cite-note-1414. ↑ "Nightmare in Algiers", mwatgTime International, June 14, 1993
Bibliografia
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Collegamenti esterni
• mwaxq(EN) Le silence des harkis, su danielpipes.org.
• mwaxy(EN) Lettera del FLN agli Harkis., su marxists.org.
• mwaxg(FR) mwaxk: AJIR association.
• mwaxs(FR) "Coalition nationale des harkis et des associations de harkis".